Impronta di Carbonio e Impronta Idrica:

Nuovi Paradigmi per l’Industria Manifatturiera e Tecnologica

Nel panorama industriale contemporaneo, la sostenibilità ambientale è passata dall’essere una semplice opzione a un imperativo strategico. Tra gli strumenti più efficaci per misurare e gestire l’impatto delle attività produttive emergono due concetti fondamentali: la Carbon Footprint (impronta di carbonio) e la Water Footprint (impronta idrica).

Le norme internazionali ISO forniscono il quadro metodologico essenziale per quantificare e gestire gli impatti ambientali, trasformando concetti di Carbon e Water Footprint da semplici ideali a strumenti strategici tangibili.

Di cosa parliamo?

Carbon Footprint: misura le emissioni totali di gas serra (GHG), espresse in CO2 equivalente, generate direttamente e indirettamente da un’organizzazione, un evento, un prodotto o un individuo. Comprende l’energia consumata, i processi produttivi, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti.

L’approccio metodologico è definito da una serie di norme complementari:

  • ISO 14064-1:2018: Specifica i principi e i requisiti per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni e delle rimozioni di gas serra (GHG) a livello organizzativo. È lo standard di riferimento per le aziende che pubblicano un report di sostenibilità, permettendo di misurare le emissioni dirette (Scope 1), indirette da energia acquistata (Scope 2) e altre emissioni indirette della catena del valore (Scope 3).
  • ISO 14067:2018: Definisce i requisiti per la quantificazione dell’impronta di carbonio di un prodotto (CFP – Carbon Footprint of Product), basandosi sui principi della Valutazione del Ciclo di Vita (LCA – ISO 14040/14044). Questo standard è cruciale per l’ecodesign e le etichette ambientali.

Water Footprint: valuta l’utilizzo totale di acqua dolce, considerando non solo il consumo diretto (acqua blu), ma anche l’inquinamento (acqua grigia) e l’acqua piovana evaporata durante i processi produttivi (acqua verde). Fornisce una visione olistica dello stress idrico causato da un’attività.

Anche per l’acqua, esiste uno standard internazionale di riferimento:

  • ISO 14046:2014: Specifica i principi, i requisiti e le linee guida per la valutazione dell’impronta idrica di prodotti, processi e organizzazioni basata sulla valutazione del ciclo di vita (LCA). È fondamentale perché non si limita a misurare il volume d’acqua prelevato, ma valuta gli impatti ambientali correlati, come la carenza idrica e l’inquinamento.

Applicabilità

  1. Ottimizzazione dei Processi: Mappatura dell’intero ciclo di vita del prodotto (LCA – Life Cycle Assessment) per identificare i “punti caldi” (hotspot) di emissioni e consumo idrico. Questo si traduce in piani di intervento includendo macchinari ad alta efficienza energetica, sistemi di recupero del calore e circuiti idrici chiusi, riducendo drasticamente prelievi e scarichi.
  2. Catena di Fornitura Sostenibile (Scope 3): Un’azienda manifatturiera non può dichiararsi sostenibile se lo sono solo i suoi stabilimenti, Le norme ISO spingono le aziende a guardare oltre i propri confini, richiedendo ai fornitori di rendicontare le loro emissioni (ISO 14064-1) o l’impronta idrica (ISO 14046), identificando rischi e inefficienze a monte.
  3. Gestione del Rischio: L’ISO 14046 aiuta le aziende a mappare la propria esposizione al rischio idrico geografico, diversificando le forniture o investendo in tecnologie di riciclo dell’acqua per mitigare tale rischio.
  4. Economia Circolare: Ridurre gli scarti di produzione e implementare il riciclo abbassando sia l’impronta di carbonio che quella idrica.
  5. Innovazione di Prodotto ed Ecodesign: L’ISO 14067 (per la carbon footprint di prodotto) diventa una bussola per i team di R&S; fornisce dati oggettivi per scegliere materiali a minore impatto, prolungare la durata di vita del prodotto e migliorarne l’efficienza energetica.
  6. Comunicazione e Credibilità: Un’etichetta che riporta la carbon footprint di un prodotto calcolata secondo ISO 14067 ha un valore credibile e verificabile nei confronti di consumatori e investitori, proteggendo dal rischio di “greenwashing”.

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La misurazione e la gestione integrata della Carbon e Water Footprint non sono più solo un esercizio di reporting, ma sono diventati fattori critici di competitività, che guidano l’innovazione, riducono i costi operativi (attraverso l’efficienza), mitigano i rischi normativi e rispondono alla crescente domanda di trasparenza da parte di investitori e consumatori.

Le norme ISO 14064, 14067 e 14046 forniscono il linguaggio comune e il rigore scientifico necessario per trasformare la sostenibilità ambientale in una disciplina gestionale. La loro diventa un investimento strategico che permette di prendere decisioni informate, innovare in modo sostenibile, garantire la resilienza della catena di fornitura e costruire una reputazione di autentica leadership verde nel mercato globale.